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Oltre la chirurgia, per la vita: il mio impegno al fianco dei bambini e della scienza
La testimonianza del Dott. Gian Luca Gatti, da oltre trentacinque anni al fianco dei bambini e delle loro famiglie: dall’esperienza del Centro di Pisa alla presidenza del Comitato Scientifico di Smile House Fondazione ETS, per guidare la ricerca, la formazione e un percorso di cura capace di accompagnare la crescita fino all’età adulta. Sono Gian […]
La testimonianza del Dott. Gian Luca Gatti, da oltre trentacinque anni al fianco dei bambini e delle loro famiglie: dall’esperienza del Centro di Pisa alla presidenza del Comitato Scientifico di Smile House Fondazione ETS, per guidare la ricerca, la formazione e un percorso di cura capace di accompagnare la crescita fino all’età adulta.
Sono Gian Luca Gatti, chirurgo plastico Responsabile del Percorso Labiopalatoschisi presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa; il 23 luglio scorso sono stato nominato Presidente del Comitato Scientifico di Smile House Fondazione ETS.
Dagli inizi degli anni ‘90 mi occupo di labiopalatoschisi e di malformazioni neonatali. Sono stato allievo di Alessandro Massei, grande esperto di questa patologia formatosi presso la scuola svedese di Tord Skoog che, grazie all’introduzione di tecniche personali e innovative, ha portato il Centro di Pisa a essere riconosciuto in tutto il Paese. Ho seguito i suoi insegnamenti e proseguito il lavoro nel campo delle labiopalatoschisi consolidando il Centro di Pisa, che dal 2016 ha avuto un reparto dedicato, con 10 posti letto, garantendo ai nostri pazienti un trattamento multidisciplinare completo, mettendo sempre al primo posto la centralità della famiglia, con l’obiettivo di farli sentire a casa cercando di ridurre al minimo i giorni di ricovero e creando un network di professionisti che si occupi, anche a distanza, di tutte le cure di cui hanno bisogno nel lungo periodo di crescita.
Il 27 luglio 2023 la nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria ha firmato un Protocollo d’Intesa con Smile House ETS, che ci ha consentito di entrare a far parte della Rete dei Centri di eccellenza della Fondazione in qualità di hub chirurgico e per il trattamento multidisciplinare delle labiopalatoschisi.
Una nuova responsabilità nel segno della continuità
Assumere ora la responsabilità del Comitato Scientifico di Smile House ETS rappresenta per me motivo di grande soddisfazione e, soprattutto, un impegno importante. È un incarico che si inserisce naturalmente in un percorso professionale, iniziato molti anni fa e dedicato in larga parte alla cura dei bambini nati con labiopalatoschisi.
In oltre trentacinque anni di attività, ho potuto osservare quanto siano cambiate non soltanto le tecniche chirurgiche, ma soprattutto la concezione stessa della cura. La labiopalatoschisi non può infatti essere considerata esclusivamente una malformazione da correggere chirurgicamente: richiede una presa in carico multidisciplinare, coordinata e prolungata nel tempo, che accompagni il paziente durante tutte le fasi della crescita.
A Pisa abbiamo costruito negli anni un percorso dedicato, sviluppando esperienza e competenze specifiche. L’adesione alla Rete di Smile House Fondazione ETS è stata un passaggio importante, perché ci ha consentito di mettere l’esperienza maturata nel nostro Centro a disposizione di un progetto più ampio e, nello stesso tempo, di confrontarci con altre realtà che condividono gli stessi obiettivi.
Fare rete: ricerca, dati e formazione per il futuro
Credo che proprio la capacità di fare rete debba rappresentare uno dei punti di forza di Smile House ETS nei prossimi anni. La condivisione delle esperienze cliniche deve progressivamente tradursi nella condivisione delle conoscenze e nella produzione di nuove evidenze scientifiche. Incrementare l’attività di ricerca sarà quindi uno degli obiettivi ai quali vorrei dedicare particolare attenzione.
In questa prospettiva considero fondamentale la realizzazione di un database comune, condiviso tra i Centri della Rete, che permetta di raccogliere in maniera sistematica dati clinici, chirurgici e di follow-up: la Fondazione ci sta già lavorando. Disporre di dati omogenei e confrontabili significa poter valutare nel tempo i risultati dei nostri trattamenti, individuare eventuali criticità e migliorare progressivamente i protocolli assistenziali. La qualità della cura passa anche dalla capacità di misurare con metodo ciò che facciamo e di sottoporlo al confronto scientifico.
Un altro obiettivo al quale tengo particolarmente è la formazione dei giovani chirurghi e, più in generale, dei professionisti che si occupano di labiopalatoschisi. Una patologia relativamente poco frequente richiede infatti percorsi formativi dedicati e la possibilità di apprendere all’interno di Centri con un’adeguata esperienza. Trasmettere alle nuove generazioni non soltanto le competenze tecniche, ma anche una visione multidisciplinare della cura, rappresenta una responsabilità fondamentale per chi ha maturato una lunga esperienza in questo campo.
A questo deve affiancarsi una sempre maggiore collaborazione internazionale. Il confronto con Centri di riferimento e gruppi scientifici di altri Paesi – attività che la Fondazione svolge da 25 anni – può consentirci di condividere protocolli, esperienze e risultati, favorendo la partecipazione a studi multicentrici e contribuendo alla crescita scientifica della nostra Rete.
La continuità della cura dall’infanzia all’età adulta
Infine, ritengo essenziale rafforzare un principio che considero centrale: la continuità della presa in carico. Il nostro compito non termina con gli interventi chirurgici dell’infanzia. Il bambino cresce, diventa adolescente e poi adulto, e in ciascuna di queste fasi possono emergere esigenze differenti, funzionali, estetiche e psicologiche. L’obiettivo deve essere quello di costruire un percorso capace di accompagnare la persona fino all’età adulta, garantendo continuità e appropriatezza delle cure.
Smile House Fondazione ETS ha già dimostrato di avere la capacità di mettere in relazione professionalità, esperienze e competenze maturate in realtà diverse, trasformandole in un patrimonio comune. Il mio auspicio è che il Comitato Scientifico possa contribuire concretamente a questo processo, favorendo ricerca, formazione, confronto e innovazione, senza mai perdere di vista il punto centrale del nostro lavoro: il bambino, la persona che diventerà e la sua famiglia.
È con questo spirito che affronto il nuovo incarico, consapevole della responsabilità che comporta ma anche delle possibilità che abbiamo davanti. Dopo tanti anni dedicati alla cura della labiopalatoschisi, credo che mettere in comune ciò che abbiamo imparato e creare le condizioni perché possa essere ulteriormente sviluppato dalle nuove generazioni rappresenti uno degli obiettivi più importanti per il futuro.
Gian Luca Gatti
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